Struttura di fissaggio

Le innumerevoli applicazioni del fotovoltaico fanno sì che le strutture di sostegno per pannelli fotovoltaici siano, per geometria e concezione, spesso personalizzate per ogni progetto.

In ogni caso le strutture di sostegno per pannelli fotovoltaici utilizzate per applicazioni fisse, si per la loro maggior diffusione che per motivi legati alle più elevate richieste di affidabilità e resistenza nel tempo, solitamente devono sottostare a criteri progettuali e realizzativi più stringenti rispetto a quelli per applicazioni mobili; in alcuni casi infatti è richiesta la redazione di una relazione di calcolo statico.

Qualunque sia il sistema di fissaggio per pannelli fotovoltaici scelto, questo deve ovviamente essere in gradi di reggere il proprio peso più il peso dei moduli e di resistere alle due principali sollecitazioni di norma considerate in questi progetti, costituite dal carico neve e dall’azione del vento agente sul piano dei moduli che, nei confronti di quest’ultima sollecitazione, si comporta come una vera e propria vela.

Negli ultimi anni si è andato via via affermando sul mercato l’uso di profili d’alluminio con sagome totalmente differenti da quelle tipiche dell’acciaio normalizzato. Con un peso contenuto, una facilità di taglio a misura senza attrezzatura spinta ed una nutrita gamma di accessori (morsetti, bulloni, piastre di congiunzione, ecc.), l’alluminio è il vero protagonista delle installazioni per impianti fotovoltaici.

La diffusione di piccoli impianti installate sulle coperture di unità abitative ha via via aumentato l’interesse verso soluzioni pratiche in grado di rendere agevole le operazioni di installazione dei moduli. In generale, l’installazione dei moduli in “retrofit” obbliga il generatore fotovoltaico ad assumere un inclinazione pari a quella della falda di tetto interessato, che può però non coincidere con l’angolo di “tilit” necessario a massimizzare la produzione energetica. Inoltre per garantire una buona ventilazione la struttura metallica deve essere progettata in modo da prevedere uno spazio idoneo tra generatore fotovoltaico e superficie del tetto .

Le realizzazione retrofit su tetti a falda prevedono l’utilizzo di moduli fotovoltaici commerciali sorretti da una struttura ancorata ad una copertura esistente, la quale è composta da due principali parti meccaniche:

  • Struttura di ancoraggio: formata da elementi meccanici (staffe, tasselli, barre, ecc…) che fanno da interfaccia tra la copertura e la struttura porta moduli;
  • Struttura porta moduli : profili metallici in alluminio di tipo commerciale sui quali vengono fissati i modulo fotovoltaici per mezzo dei morsetti.

La varietà delle strutture per impianti fotovoltaici che sostengono i manti di copertura presenti sul territorio Italiano crea una certa difficoltà nella standardizzazione degli elementi di ancoraggio alla soletta o all’orditura; inoltre, alla varietà di tecniche di realizzazione delle strutture, che hanno quindi impatto sulla conformazione delle staffe, si aggiunge una notevole varietà di manti di copertura con sagome ben diverse (tegola romana, portoghese, marsigliese, coppo, ecc….)

Con un panorama così vasto, i costruttori di strutture di sostegno per pannelli fotovoltaici a catalogo offrono varianti base per le staffe, ma è compito del progettista/installatore valutare la scelta più appropriata. Data la numerosità delle staffe in opera, una scarsa attenzione su questi particolari, può portare a complicanze e perdite di tempo in fase di montaggio.

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download: “Catalogo Solar Fix 522760, ed. 12/2016

 

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